Creatività: i limiti che aguzzano l’ingegno

E’ veramente necessario pensare “out of the box”? e se provassimo a concentrarci proprio sul limite della scatola per aprire il nostro sguardo a nuove e possibili opportunità? Proviamo con questo articolo a esplorare gli angoli della scatola per trovare nuove idee o risolvere problemi. Vediamo attraverso degli esempi concreti come ci si muove agilmente all’interno dei limiti della scatola.

Il nostro potenziale creativo è spesso prigioniero delle nostre convinzioni che, in maniera costante e profonda, coltivate sin dalla nascita, ci portano subito a pensare “non si può fare”. Per intenderci, le convinzioni sono fondamentali perché ci aiutano a prendere decisioni velocemente, ci danno sicurezza anche nei momenti più caotici illuminando la strada da percorrere. Le convinzioni però ci abituano a vivere in una scatola, sempre la stessa. E la scatola, sempre la stessa, rafforza le nostre convinzioni. Questo meccanismo di rafforzamento reciproco, come possiamo intuire, ostacola il processo creativo. Da qui il famoso “think ouside the box” che ci esorta ad abbandonare la nostra scatola (privata, professionale, etc.) e tutti i suoi confort per sperimentarci in altre dimensioni, rendere possibile l’impossibile, aprirci alle infinite possibilità del nostro essere. 

Tutto questo è confermato dalle migliori teorie sulla creatività. Noi però oggi vogliamo rimanere nella scatola e andare a vedere in che modo la creatività può prendervi forma. Vogliamo esplorare il  detto “la necessità aguzza l’ingegno” che ci esorta a ripensare elementi e risorse a disposizione nella scatola, senza attingere all’esterno. 

Ma è veramente necessario aspettare che si manifesti una necessità per attivare la creatività? C’è un modo per allenarci alla creatività all’interno della scatola?

Un buon allenamento ci viene fornito dallo psicologo Joy Paul Guilford a proposito dei due stati del pensiero creativo: occorre allenarsi alla divergenza per aprirci a nuove intuizione, e alla convergenza per dare forma alle intuizioni. Una danza continua tra apertura e chiusura del pensiero, esplorazione (il sogno) e concretezza (l’applicazione pratica). Questo allenamento va bene indipendentemente che ci si trovi a operare all’interno o all’esterno della scatola. 

Walter Vandervelde (Business Creativity Expert) ci propone nel suo libro “When the box is the limit” un nuovo approccio per esplorare il pensiero divergente che non abbandona la scatola, ma la trasforma in nuova opportunità.

Sulla scia del suo lavoro, abbiamo selezionato 5 approcci alla creatività che, partendo dai limiti, aprono il pensiero a nuove e inattese soluzioni. Esploriamo insieme degli esempi di creatività applicata alla scatola.

“If you want to kill creativity, give someone total freedom, a blank page and a pen” (W. Vandervelde)

APPROCCIO 1 - Se la scatola è obsoleta

Il primo approccio che vogliamo proporvi è relativo al superamento della scatola quando ormai obsoleta. In accordo con Vandervelde lo spiegheremo attraverso l’esempio delle iconiche cabine telefoniche rosse londinesi. Con l’avvento dei mobile i telefoni pubblici per strada hanno perso la loro funzione originaria. Eppure non riusciremmo a pensare a Londra senza rievocarle: le cabine sono ormai parte del panorama urbano, sono un simbolo importante per la città nel mondo. Dal 1920, anno in cui fu installata la prima, a oggi, le cabine hanno subito diversi restyling mantenendone però il design originale. In tempi più moderni, per preservarne l’esistenza, gli inglesi hanno deciso di investire in “funzionalità e creatività” inventandosi usi alternativi. Eccone alcuni:

Foto di GLopez da Pixabay
> CENTRI DI RIPARAZIONE

La compagnia britannica Lovefone ha trasformato alcune delle vecchie cabine telefoniche in piccoli negozi di riparazione per smartphone; l’esterno è mantenuto intatto, l’interno è stato adattato per ospitare solo una persona, the repair man

> PUNTO DI RICARICA

Si chiama SOLARBOX ed è il punto di ricarica per cellular ideato da Harold Craston e Kirsty Kenney quando erano ancora studenti. La cabina è stata dotata di piccoli pannelli solari e, all’interno, di vari tipi di caricatori per consentire a tutti i passanti di ricaricare gratuitamente il proprio cellulare

> PUNTO VENDITA

Spier ha trasformato una delle cabine telefoniche in Bloomsbury Square in un suggestivo punto vendita. Le insalate (realizzate esclusivamente con prodotti organici locali) vengono composte  nel laboratorio  e poi vendute in cabina

> BOOK CROSSING PLACE

Sebastian Handley ha investito 500 sterline per trasformare la cabina in un punto di scambio libri. Oggi la piccola libreria conta circa 200 titoli, con uno scaffale interamente dedicato ai bambini

APPROCCIO 2 - Fare con quello che si ha (nella scatola)

Noi occidentali pur di innovare, siamo disposti a investire milioni di euro/dollari alla ricerca della “next big thing”. Cerchiamo la novità assoluta al di fuori del nostro contesto (la nostra scatola). Eppure, ce lo insegnano gli indiani, è possibile fare tanto con quello che abbiamo già a disposizione. E’ questo il concetto, chiaro e semplice, alla base alla filosofia Jugaad, l’arte di fare tanto con quel (poco) che già si ha. Non si tratta propriamente di un approccio economico, quanto piuttosto di una filosofia di vita che noi italiani potremmo tradurre in “l’arte di arrangiarsi”. Jugaad vuol dire trovare soluzioni innovative, improvvisate e geniali, per risolvere problemi o superare circostanze avverse utilizzando strumenti semplici d’uso quotidiano. Gli esempi che proponiamo arrivano dall’India, perché è lì che l’approccio jugaad trova applicazione ogni giorno e, in molti casi, è stato ispiratore di vere e proprie idee di business: 

> SUPER BICI

Kanak Das, costretto con il mal di schiena a percorrere ogni giorno in bicicletta molti chilometri su strade dissestate, ha modificato la sua bicicletta installando un ammortizzatore in grado di assorbire l’energia cinetica degli urti e di riutilizzarla come motore propulsivo

> FRIGORIFERO SOSTENIBILE

Il vasaio Mansukh Prajapati riflettendo sull’impossibilità per alcuni villaggi di avere corrente elettrica in maniera continuativa e quindi di conservare il cibo nei frigoriferi (occidentali), ha pensato bene di inventare un frigorifero fatto di argilla e raffreddato con un sistema ad acqua, che non ha bisogno per funzionare di elettricità o altre fonti di energia

> SCARPE ADATTABILI

Kenton Lee ha inventato una scarpa per bambini in grado di adattarsi alla crescita dei piedi. In questo modo i bambini indiani possono crescere utilizzando lo stesso paio di scarpe evitando così di contrarre pericolosi parassiti. La scarpa di Lee, che ha una durata di 5 anni, è più di un semplice sandalo: è regolabile in tre differenti posizioni in base alla grandezza del piede ed è fatta di gomma compressa, un materiale piuttosto comune in India

APPROCCIO 3 - Non si butta via niente

Esistono dei prodotti definiti dalla storia come “innovativi” che, originariamente nati per altre finalità, sono diventati “famosi” per essere stati impiegati in altri modi. L’errore, se valorizzato, può trasformarsi in un successo senza precedenti. Potremmo dire che il vero fallimento consiste nel non avere occhi allenati a vedere le possibili alternative a tutto ciò che apparentemente ci sembra “one way“. Esploriamo insieme qualche esempio:

> POST-IT SUPERSTAR

Nel 1968 e Spenser Silver, ricercatore presso la 3M, ideò un nuovo e potente adesivo che però, lì per lì, non trovò alcun utilizzo. Solo nel 1974 un suo collega, Arthur Fry, pensò di utilizzarlo per creare dei segnalibri sull’innario del coro della chiesa. Nacque così il Post-it: i primi prototipi furono lanciati sul mercato nel 1977 e venduti in tutto il mondo a partire dal 1980

> VIAGRA

Il viagra fu sintetizzato da un gruppo di chimici della Pfizer che ricercavano sostanze adatte al trattamento dell’ipertensione arteriosa e dell’angina pectoris. Il farmaco dimostrò da subito di avere scarsi effetti su tali patologie ma di essere molto efficace nel trattamento della disfunzione erettile

> KLEENEX

Finita la prima guerra mondiale il CelluCotton, la cellulosa morbida adoperata come filtro per le maschere antigas, sembrava avesse i giorni contati. E invece venne utilizzata come garza per le medicazioni, poi commercializzata come assorbente per le mestruazioni (Kottex), e infine come salviette per tutti gli usi, i  famosi Kleenex

APPROCCIO 4 - Eliminare invece che aggiungere

È la filosofia che utilizziamo quando cambiamo casa o vogliamo mettere ordine alle idee. Eliminare, ridurre all’essenziale e all’utile. Un po’ quello che hanno fatto alcune aziende per innovare il proprio business e rendersi originali rispetto ai concorrenti. Esploriamo insieme qualche esempio:

> LA LIBRERIA SENZA PUNTO VENDITA

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, nel 1994 ha creato la prima grande libreria senza uno spazio di vendita dedicato. Oggi è il più grande centro commerciale on line

> L’ASPIRAPOLVERE SENZA SACCHETTO

Less is more” è la filosofia utilizzata da James Dyson nel design dei suoi prodotti d’uso comune. Così, per citare un prodotto per tutti, all’aspirapolvere viene eliminato il sacchetto per la polvere per evitare le ostruzioni e facilitare l’aspirazione. Una filosofia vincente che si riflette anche nel design dei prodotti, asciutti ed essenziali

> IL CIRCO SENZA GLI ANIMALI

Le Cirque du Soleil creato da due artisti di strada canadesi, è il primo circo senza animali, ma con acrobati, costumi stravaganti, musica

> LA CATENA DI HOTEL SENZA HOTEL

AirBnN è la prima catena di hotel senza hotel. Fondata nel 2008 da tre giovani imprenditori ha rivoluzionato completamente l’industry del turismo. Il suo website contiene più di 3 milioni di alloggi privati in 192 paesi e 33.000 città

> LA COMPAGNIA DI TAXI SENZA AUTO

Uber è la prima compagnia di taxi senza veicoli. Il suo concetto di base è molto simile a quello che è alla base di AirBnB. Entrambi sono per la mobilità, orientati alle risorse messe a disposizione da cittadini comuni piuttosto che da professionisti del settore, entrambi hanno portato un cambiamento radicale all’interno del loro settore.

APPROCCIO 5 - La creatività ci salverà

13 aprile del 1970, una delle due bombole di ossigeno dell’Apollo 13, in missione sulla luna, esplode. Gli astronauti Lovell, Swigert e Haise sono costretti a interrompere la loro missione e a rientrare sulla terra. “Houston, abbiamo un problema“: il mezzo per rientrare è danneggiato e la sfida creativa per la NASA è salvare la vita dei tre astronauti bloccati a 300.000 chilometri dalla terra sapendo di essere in presenza di due vincoli reali: tempo (aumento dei livelli di azoto) e mezzi (limitati sull’astronave). Ai tre astronauti fu affidato un compito a tempo molto importante, fondamentale per ridurre i livelli di azoto nell’astronave: trovare il modo di inserire un tubo tondo in una scatola quadrata. La creatività, come tutti ormai sappiamo, salvò i tre astronauti che in collaborazione con Houston costruirono la famosa “cassetta delle lettere” che consentì di eliminare l’eccesso di azoto. Paradossalmente il fallimento della missione si trasformò in un formidabile successo della creatività umana.

Per concludere...

Quindi, caro lettore, ricordati che le nostre scatole sono già predisposte al cambiamento. E’ il nostro modo di guardare e combinare le sue risorse a farla evolvere. Di fronte a un quesito, ricordiamoci di verificare

  1. Quali altre possibili forme può assumere
  2. Quali sono gli strumenti della scatola e in che modo possiamo combinarli
  3. Diamo una seconda chance a tutto
  4. Valorizziamo i nostri errori, rendiamoli fonte di apprendimento
  5. A volte è necessario togliere piuttosto che aggiungere

Allenatrice di obiettivi. E' convinta che la vita sia una questione di scelte e che la creatività ci salverà.

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