Social Innovation

Abbiamo dedicato i mesi di ottobre e novembre 2021 al tema Innovazione Sociale, un modo di fare innovazione che parte dal basso, in genere dalle persone che vivono porzioni di città, ed è in grado di coinvolgere diversi attori sul territorio. L’obiettivo di una “innovazione sociale” è al tempo stesso semplice e ambizioso: migliorare la qualità della vita delle persone. 

Molti i contributi di questo mese e i casi esplorati. 

Valerio Pellegrini, che quando non è in ufficio a fare l’architetto gira per il mondo alla ricerca di soggetti e oggetti interessanti da fotografare, ha ritratto nell’immagine di copertina di questo numero quello che per noi rappresenta “innovazione sociale”: un condominio di persone e idee che abitano una città e contribuiscono con il loro operare a renderla ogni giorno migliore. Il palazzo nella foto è nel quartiere San Lorenzo di Roma.

Mina Distratis ha sottolineato l’importanza dell’innovazione sociale per le nostre città alla luce di 8 trend che stanno cambiando il mondo e ha intervistato Fabio Sgaragli (Open & Social Innovation Manager) su due esperienze di innovazione sociale nate in due città italiane molto importanti: FabriQ (Milano) e Incet (Torino)

Mirko MalagesiLaura Progressi della Contaminaction University di Tor Vergata hanno realizzato una gallery di 10 casi di innovazione sociale; mentre Sara Ferrantini ha censito per noi quelle idee e iniziative che durante il lockdown hanno cercato di rompere l’isolamento

A questi articoli si aggiungono quello scritto qualche mese fa da Aurora Ferrante, studentessa della Contaminaction University, sull’esperienza Agri-Island, e quelli un po’ più datati ma in fondo sempre attuali su Progetto Quid e Adriano Olivetti.

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Buona lettura!

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