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Pubblicato il 5 ottobre 2018 | by Maria Elena Basso

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Jugaad e creazione di valore

Ho sentito parlare per la prima volta di Jugaad solo poche settimane fa. Il nome esotico e orientaleggiante richiamava alla memoria più un’antica arte marziale andata perduta che una filosofia di vita.

Dopo qualche ricerca e suggerimento da chi ne sapeva di più, ho quindi scoperto che si tratta certamente di un’arte e anche antica.  Un’arte che noi italiani conosciamo davvero bene e da vicino: l’arte di arrangiarsi e riarrangiare le cose con quello che si ha a disposizione. Un’arte ben nota ai nostri avi e che anche in questo nostro ventunesimo secolo è presente più che mai.

Nonostante, dunque, il nome evochi lidi lontani, l’arte e l’esperienza del ‘riutilizzo’ ci è conosciuta. Basti ricordare, a titolo di esempio, il fantasioso popolo partenopeo, che da sempre trova un modo per sopravvivere alle difficoltà e alle avversità in una città con un passato e un presente difficile da gestire.

Jugaad non ha appartenenza territoriale e di esempi se ne trovano un po’ ovunque.

Per esempio Kanak Das, indiano, “[…] andava al lavoro in bicicletta, percorrendo strade piene di dossi e buche profonde, che gli provocavano dolori di schiena e prolungavano di molto il tempo di percorrenza. Da qui l’idea: equipaggiare la bici in modo tale che tutte le volte che la ruota anteriore urtava un sasso un ammortizzatore avrebbe assorbito il colpo e rilasciato energia nella ruota posteriore. Convertendo l’energia assorbita dall’ammortizzatore in forza propulsiva, la sua bicicletta va ora più veloce sulle strade dissestate. Un genio? Forse. Di certo un innovatore geniale, che ha trasformato le difficoltà in opportunità. In una parola, Jugaad […]” (“Jugaad Innovation – Pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente”, Navi Radjou, Jaideep Prabhu Rubettino Editore,
traduzione italiana a cura di Giovanni Lo Storto, Leonardo Previ).

Jugaad diventa prodotto e si inserisce a pieno titolo nella economia circolare. Utilizziamo quello che abbiamo… e allora perché non farlo con i rifiuti? E’ l’esempio di Perpetua, una matita innovativa per caratteristiche strutturali (non si consuma, non si tempera, non si rompe, non macchia le mani dei mancini,…), una filosofia di business che riqualifica i rifiuti trasformandoli in risorse e crea sinergie in grado di legare culture generazionali. Perpetua nasce dalla richiesta di Tecno EDM (impresa italiana specializzata nella produzione di elettrodi in grafite) a Alisea  di creare un prodotto promozionale con i suoi residui di lavorazione. E Tecno EDM produce diverse tonnellate di polvere di grafite come residuo del suo processo produttivo, con, tra l’altro, elevati costi annui di smaltimento. L’idea geniale di Alisea: “Perché non smaltire scrivendo?”.

Ma torniamo alla nostra Jugaad.

Ebbene sì, la Jugaad, in termini semplicistici, è proprio questo, la capacità di sapersela cavare in situazioni di difficoltà economica e di scarsità di risorse ma che al contempo siano soluzioni innovative, improvvisate, geniali e che abbiano un impatto positivo e di crescita sull’ambiente circostante e sulla società.

Gli autori del libro “Jugaad Innovation“, di N. Radjou, J. Prabhu che hanno reso noto al mondo il termine ‘Jugaad’, la definiscono una filosofia che ‘pensa frugale, è flessibile e genera una crescita dirompente’. Il nome viene dall’India ed è una parola in hindi colloquiale e vuol dire trovare una soluzione improvvisa. Il dizionario inglese Collin definisce la Jugaad: ‘Indian English. Entrepreneurship in a climate of severe constraints’.

Molte aziende occidentali, spinte dalla crisi economica, hanno aderito a questa “visione” e stanno cercando di introdurre al loro interno metodologie organizzative e di lavoro jugaad. Renault-Nissan per esempio ha utilizzato l’innovazione jugaad per progettare auto a prezzi accessibili con il marchio Dacia. Carlos Ghosn (AD del Gruppo), che ha inventato il concetto di “ingegneria frugale” nel 2006, è un grande sostenitore della mentalità jugaad. Nel 2012 ha avviato a Chennai, nel sud dell’India, la progettazione di una gamma di auto basata sulla piattaforma “A-Entry” che rappresenta una vera sintesi degli stati d’animo e delle abilità delle diverse culture: combina la mentalità jugaad dei giovani ingegneri indiani con le capacità di project management di ingegneri francesi e le competenze tecniche giapponesi di Ricerca e Sviluppo.

Un altro esempio di tecnologia frugale è la piattaforma Ushahidi: si tratta di una tecnologia partecipativa che sfrutta la massa per mappare situazioni di crisi. Una volta scaricata la app è possibile scambiarsi informazioni utilizzando twitter o facebook, flickr o qualunque altro social network. I dati vengono mappati in tempo reale dalla piattaforma Ushahidi che permette di trasformarli immediatamente in una visualizzazione spaziale in grado di fornire non solo un contenuto, ma una grafica delle necessità.

Uno degli esempi più famosi di innovazione nata utilizzando il genio dei dipendenti è Google che ha creato all’interno della sua sede degli spazi dove i suoi dipendenti possono passare del tempo libero durante l’orario di lavoro. Questo ha permesso al suo personale di trovare soluzioni innovative e nuove idee di ampliamento dei servizi offerti quali Google Earth, GMail e altro ancora.  Perché aderire alla Jugaad vuol dire anche essere ‘inclusivi’, cioè includere anche ciò che sta ai margini. Dunque non più e non solo idee partorite da analisti o da grandi Università che fanno ricerca ma soprattutto ascoltare e far partecipare coloro che vivono ai margini e che spesso proprio per questo hanno una visione migliore delle necessità e comunque propongono approcci diversi dettati dai bisogni del quotidiano.

Incuriosita, ho quindi iniziato a vedere che impatto la Jugaad avesse nel nostro Paese e la sorpresa non è mancata. Gli esempi non mancano e ho avuto modo di scoprire aziende che anche in Italia sono nate sui principi di questo pensiero come il Progetto QUID, un nuovo marchio di moda che nasce da tessuti di qualità del miglior Made in Italy recuperati localmente per mano di donne con una passato di fragilità (uscite dalla tratta umana e lavorativa, ragazze madre, donne con invalidità e ex detenute) e di Alisea , azienda madre di Perpetua che del riciclo ha fatto la sua forza.

Viene da chiedersi perché la Jugaad abbia riscosso così tanta attenzione e interesse. Ad una attenta analisi appare chiaro che l’innovazione è diventata uno dei motori principali per lo sviluppo delle aziende. Molte di esse, attraverso i loro CEO, hanno capito che spesso non è sufficiente investire enormi capitali in ricerche. Ci vuole di più, ci vuole ‘innovazione’. E l’innovazione spesso viene dal basso, si genera dalle difficoltà e dalle privazioni.

La Jugaad, in occidente, si è rivelata una tendenza e una risorsa allo stesso tempo perché, pur essendo noi parte di quella fortunata metà del cielo che non soffre la fame o la miseria endemica, stiamo prendendo consapevolezza della necessità di trovare nuove soluzioni economiche, sociali e soprattutto produttive. Inoltre il tracollo economico del 2008 ha scosso profondamente il nostro mondo e le nostre sicurezze obbligandoci ad uscire dalla nostra ‘comfort zone’. La creatività e la naturale tendenza dell’uomo a trovare risposte hanno permesso di recuperare nuove risorse guardando a lezioni antiche. E la Jugaad ne è una dimostrazione.

La Jugaad è quindi un cambiamento culturale, un nuovo paradigma con cui affrontare le sfide di questo ventunesimo secolo.

Vi lascio con la riflessione di Albert Szent-Gyorgyi: “Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato”
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Per questo articolo ho utilizzato queste fonti:

Jugaad Innovation – Pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente”, Navi Radjou, Jaideep Prabhu Rubettino Editore,
traduzione italiana a cura di Giovanni Lo Storto, Leonardo Previ

www.e-m-i.it/index.php/la-sfida/jugaad-innovation

www.perpetua.it/wp-content/uploads/2016/05/Fernanda-Silveira-Tesi.completa.pdf

www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2016/08/25/news/ushahidi_una_piattaforma_per_mappare_l_attivismo_politico_e_umanitario-146615149/

open.luiss.it/2018/01/27/jugaad-innovation-ovvero-pensare-frugale-per-creare-una-crescita-dirompente/

atelier.bnpparibas/prospective/article/france-pionniere-innovation-jugaad

www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-13/jugaad-o-soluzione-creativa-081513.shtml?uuid=ABXxTcAB&refresh_ce=1

formiche.net/2014/05/jugaad-innovation/

www.wired.it/economia/business/2014/07/02/arriva-dallindia-la-jugaad-innovation-pensa-frugale-sii-flessibile-genera-crescita/

 

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