Come la Fantascienza Può Ridefinire il Nostro Punto di Vista Sul Mondo

Il futuro potrebbe dipendere dal rapporto che ognuno di noi ha con la fantascienza.

A prima vista potremmo pensare si tratti dell’affermazione azzardata di un nerd occhialuto che è cresciuto a pane ed Asimov o, per restare più vicini a noi, con Urania e Cosmo di Monicelli.

Eppure, sono ormai più di dieci anni che il Governo Cinese ha deciso di investire in kē huàn, termine che in mandarino indica la science-fiction. Infatti, l’investimento profuso in fantascienza sta andando di pari passo con quello della divulgazione scientifica che ammontava a due miliardi di euro nel 2015.

Tutto nasce dal fatto che i governanti cinesi si erano resi conto che il loro Paese non era in grado di innovare e così decisero di mandare una delegazione negli Stati Uniti per studiare da vicino le persone che lavoravano in aziende come Apple, Google, Microsoft. Scoprirono che molti di loro erano lettori di fantascienza e che le stesse compagnie si servivano della consulenza di scrittori di fantascienza.

Scrive l’autore e stratega Eliot Peper in un saggio pubblicato sull’Harvard Business Review che i membri della classe dirigente dovrebbero leggere libri e racconti di fantascienza perché 

presentando plausibili realtà alternative, le storie di fantascienza ci spingono a confrontarci non solo con quello che pensiamo, ma anche con il modo in cui pensiamo e con il motivo per cui pensiamo”.

La conclusione del Governo Cinese fu che fantascienza e innovazione scientifica si innestano e portano uno sviluppo positivo l’uno all’altro.

Grazie a questo, in seguito, il kē huàn è arrivato a vincere alcuni dei più prestigiosi premi internazionali del settore [1] e la Cina potrebbe presto superare gli Stati Uniti nella leadership mondiale della ricerca scientifica.

Infatti, per chi di voi avesse vissuto nell’ultimo decennio in una grotta su Krypton, stiamo parlando del Paese che sarà la prima economia mondiale nel 2032 [2] che si avvia a diventare una vera e propria superpotenza spaziale [3] ed in un futuro non troppo lontano, potrebbe raggiungere Marte [4] e diventare la prima nazione a conquistare la faccia nascosta della Luna [5].

Non solo, la Cina possiede due dei supercomputer più veloci del mondo [6] e sta progettando la costruzione di un acceleratore di particelle due volte più grande del CERN[7]. Oltre allo spazio, i progetti scientifici in cima all’agenda cinese riguardano le neuroscienze e la genetica, la cybersicurezza, la robotica e i big data.

Citando ancora Peper, la fantascienza 

non è utile perché predice il futuro, ma perché riformula il nostro punto di vista sul mondo”.

Un esempio, a questo proposito, può aiutarci a comprendere meglio quanto detto da Peper.

Negli ultimi anni dell’Ottocento, le strade di New York erano solcate ogni giorno da migliaia di carri e carrozze trainati da cavalli in numero di gran lunga superiore a quello delle automobili in circolazione. La domanda a quei tempi era

l’auto riuscirà a soppiantare il cavallo negli anni a venire? 

No, secondo gli urbanisti americani dell’epoca allarmati dall’enorme quantità di sterco che si accumulava lungo le strade della metropoli al punto da diventare un problema urgente da risolvere.

Contrariamente alle aspettative degli urbanisti americani, nel 1913 le macchine nelle strade di New York avevano già superato il numero di cavalli e la questione dello sterco che per anni aveva impensierito gli urbanisti statunitensi venne accantonata.

Sostiene Pepper:

Estrapolare le tendenze dal passato è utile, ma è limitante in un mondo in cui il cambiamento tecnologico è in accelerazione”. 

E anche se gli urbanisti americani della fine del diciannovesimo secolo avessero avuto accesso a Big data, tecnologie per l’apprendimento automatico, moderne teorie di management, avrebbero solo confermato la loro visione del mondo, senza dare spazio all’innovazione e ad un mondo ancora di là da venire.

Come hanno capito bene i governanti Cinesi, l’innovazione si deve servire anche del pensiero laterale per svilupparsi e la fantascienza è uno strumento utilissimo a questo scopo. Non solo per immaginare un mondo futuro, ma proprio perché mentre lo stiamo immaginando quel pensiero ci sta già cambiando.

O per dirla con le parole di Asimov: 

È il cambiamento, il cambiamento continuo, il cambiamento inevitabile, che è il fattore dominante nella società odierna. Nessuna decisione sensata può essere più compiuta senza tenere conto non solo del mondo come è ora, ma di come sarà… Questo, a sua volta, significa che i nostri uomini di stato, i nostri imprenditori, i nostri uomini comuni, devono orientarsi verso un modo di pensare fantascientifico.”

Riferimenti:

[1] https://foreignpolicy.com/2017/02/24/how-china-became-a-sci-fi-powerhouse/

[2] https://www.rsi.ch/news/economia/Cina-nel-2032-sarà-numero-uno-9944926.html

[3] http://www.nature.com/news/china-s-quest-to-become-a-space-science-superpower-1.22359

[4] https://www.telegraph.co.uk/news/2017/09/21/plans-2020-chinese-mars-probe-explore-possibility-human-settlement/

[5] https://www.theguardian.com/science/2017/dec/31/china-mission-to-far-side-of-the-moon-space-discovery

[6] https://www.wired.com/2016/06/fastest-supercomputer-sunway-taihulight/

[7] https://physicstoday.scitation.org/do/10.1063/PT.5.8143/full/

Immagine di copertina di Antonello Silverini

DSInnova

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