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Pubblicato il 18 ottobre 2018 | by Fernanda Silveira

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Quid: l’innovazione sociale incontra la moda

Progetto QUID è un nuovo marchio di moda che nasce da tessuti di qualità del miglior Made in Italy recuperati localmente per mano da donne con un passato di fragilità (uscite dalla tratta umana e lavorativa, ragazze madre, donne con invalidità e ex detenute). Si tratta, quindi, di un progetto imprenditoriale di moda etica che combina aspetti sociali con aspetti di rispetto per l’ambiente. È un caso di studio molto interessante in quanto, oltre a essere un’attività economica inserita in un modello di economia circolare, è un esempio di successo nell’ambito dell’innovazione sociale. [….].

Come nasce questa realtà? Progetto Quid nasce a Verona come Associazione di Promozione Sociale, nel mese di aprile del 2012, dalla volontà di cinque ragazzi, appassionati di moda e con una forte sensibilità per il sociale, che hanno creduto nell’idea di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per iniziare una grande sfida […].  L’idea è partita, prima di tutto, da Anna Fiscale, una giovane ragazza laureata in economia alla Bocconi e in Scienze Politiche a Parigi. Dopo varie esperienze nella cooperazione internazionale, in cui si è occupata anche di micro credito e di emancipazione femminile, ha deciso di creare qualcosa con un alto valore sociale nella sua città. Così, partendo dalla sua passione di rielaborare i capi usati, con un gruppo di amici e in particolare con Ludovico Mantoan, oggi Vicepresidente della cooperativa, ha deciso di realizzare Progetto Quid.

L’obiettivo del progetto era fin dall’inizio quello di riuscire a contribuire alla creazione di valore per il territorio attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, soprattutto donne, nella creazione di capi e accessori belli e di tendenza utilizzando tessuti e altri materiali che non erano più utilizzabili dalle aziende madre. In questo modo creatività e bellezza si fondono con la sostenibilità ambientale e il recupero di tessuti di qualità altrimenti inutilizzati grazie a una rete di partner locali.    [….]. I capi di abbigliamento e accessori così realizzati sono stati messi in vendita nei primi temporary store inaugurati nel 2014 a Forte dei Marmi e a Verona. Inoltre, l’idea dei giovani soci fondatori era quella di proporsi alle aziende di moda del Made in Italy già affermate sul mercato [….].

[….] Ad oggi il progetto conta già diverse collaborazioni di questo tipo con aziende come Calzedonia, Den Store, Altromercato e Carrera Jeans. Inoltre, il numero di dipendenti, che oggi è 20, è in continuo aumento, così come il fatturato, che nel 2014 è stato di 290 mila euro e, secondo la Presidente della Cooperativa Quid, Anna Fiscale, se tutto va come previsto, nel 2015 dovrebbe chiudersi a circa 500 mila euro. Grazie alla tenacia e alla dedizione dei fondatori di Progetto Quid questo è soltanto l’inizio di una storia che avrà ancora molte pagine da scrivere e da raccontare.

All’inizio il marchio è stato registrato come Quid, poi, a seguito della scoperta che in Italia esisteva già un’impresa con tale marchio, è stato cambiato in ‘Progetto Quid’. Quid, di origine latina, significa “qualcosa in più”, il nome ideale per rappresentare la volontà del progetto di fare qualcosa in più per il territorio che potesse veramente fare la differenza. Una parola breve ed essenziale che esprime la concretezza dell’approccio di questa start-up ai problemi sociali e ambientali che il mondo sta affrontando.

Ogni lettera del nome rappresenta un aspetto sposato da quest’azienda. Q: qualcosa in più, che può fare la differenza nel territorio e nel mercato [….]. Questo modello di business ha permesso a Progetto Quid di vincere nel 2014, tra i 1250 partecipanti, il Premio Europeo per l’innovazione sociale e di trovarsi quest’anno tra i sedici finalisti del Social Innovation Tournament, un premio istituito da EIB Institute (European Investment Bank); D: donne. Donne che all’interno del progetto fanno la differenza perché ognuna ha la sua propria storia e nonostante abbiano un passato di fragilità portano in Quid molta ricchezza e bellezza. Per Quid le donne hanno quel qualcosa in più in termini di affidabilità e gentilezza all’interno del mondo lavorativo e anche quella sensibilità che le rendono capaci di comprendere il progetto su cui stanno lavorando, diventando, in questo modo, partecipi.

[….] Un altro aspetto interessante da commentare è il logo di Progetto Quid, ossia, una molletta. Per il progetto, la molletta rappresenta il legame tra tre aspetti molto importanti e tra loro interconnessi: 1) Aspetto sociale, e quindi, la possibilità di aiutare persone con delle difficoltà; 2) Aspetto ambientale, ossia, riuscire a recuperare rimanenze di tessuto che sarebbero altrimenti destinate allo smaltimento; 3) Aspetto economico, perché Progetto Quid è, prima tutto, una realtà economica, e senza questa dimensione non riuscirebbe a tenere in piedi gli altri due aspetti. Secondo Anna Fiscale la sfida sta proprio nel riuscire a mantenere l’equilibrio tra questi tre aspetti. A volte si potrebbe tendere a dare più spazio al sociale a discapito dell’aspetto economico, oppure, a focalizzarsi troppo sull’efficienza produttiva lasciando da parte l’aspetto sociale. Trovare la relazione ottimale tra questi tre aspetti è la chiave del successo per un’impresa che persegue obiettivi economici, sociali e ambientali contemporaneamente. [….]

Il primo passo consiste nella “caccia al tessuto”: esiste all’interno di Quid una persona che si occupa esclusivamente di questa attività. Questa persona va alla ricerca delle aziende del territorio che potrebbero avere tessuti o altro materiale non più utilizzabili e che potrebbero, grazie a Progetto Quid, continuare a svolgere la loro funzione e dar vita a capi di alta moda. Il “cacciatore di tessuti” racconta alle aziende in cosa consiste Progetto Quid, spiegando la mission e la filosofia del progetto. Nella maggior parte dei casi le aziende abbracciano la causa del progetto e donano le loro rimanenze di tessuti non più utilizzabili. È opportuno sottolineare che la donazione, nonostante avvenga per una sensibilità alle cause del progetto, genera anche un’agevolazione in termini fiscali. Una volta ottenuta la materia prima necessaria, i creativi di Quid disegnano capi di abbigliamento e accessori che siano adatti ai tessuti disponibili. I creativi sono diplomati e laureati nell’ambito della moda che lavorano full time all’interno di Progetto Quid, ma anche volontari e professionisti che quando necessario danno il loro contributo al progetto.  Dopo averli disegnati, i capi vengono realizzati da sedici sarte (tra queste ci sono anche tre maschi) che hanno alle spalle un passato di difficoltà ma che hanno anche tanta voglia di cambiare e avere un futuro migliore. Sono persone che guardano oltre il loro passato di vittima di abusi, o la loro malattia, oltre il loro disagio, per creare capi unici e belli, grazie alla loro abilità sartoriale. […]. Per questo motivo, inizialmente si appoggiavano ad altre cooperative e associazioni per la realizzazione dei capi, oggi, invece, realizzano tutto internamente e tutte le persone sono regolarmente assunte e retribuite da Progetto Quid. Questo gap è stato colmato tramite una forte collaborazione con altri enti sociali del territorio, che segnalano a Quid persone che soddisfano entrambi le caratteristiche necessarie, e con il carcere di Verona, dove una persona di Quid va tutte le settimane per seguire la formazione di detenute che a breve saranno rilasciate, e possono trovare in Quid un luogo di lavoro (attualmente lavorano in Quid due persone che hanno partecipato a questo progetto formativo). Recentemente Progetto Quid ha, inoltre, accolto sotto forma di tirocinio lavorativo una persona che, grazie al Progetto del Comune di Venezia per la lotta alla tratta degli esseri umani, è stata strappata alle organizzazioni criminali.

Per concludere il processo, i prodotti creati in maniera sartoriale dalle donne di Quid possono avere tre diversi sbocchi: il negozio di proprietà di Progetto Quid, che si trova a Verona, la vendita online tramite la piattaforma di e-commerce Etsy , e altri 10 negozi sparsi per l’Italia che accolgono le collezioni di Quid.  È stato, inoltre, di recente inaugurato un temporary store a Zurigo. [….] Un altro esempio di partnership è quella con Den Store, la quale è partner di Quid nella fornitura dei seguenti servizi: promozione e marketing dei valori condivisi, distribuzione degli articoli prodotti nella propria rete e donazione delle materie prime. Da questa collaborazione è nata una bellissima linea di accessori realizzata dalle donne di Progetto Quid utilizzando i tessuti degli orli dei jeans ricavati nei punti vendita Den Store. Così come il precedente approccio, anche il B2B permetterà a Progetto Quid di raggiungere importanti risultati entro la fine del 2015: – 15 km di tessuti recuperati; – 80000 item venduti; – 320000 euro di fatturato. Come si può vedere l’unione di profit e non profit è stata la formula vincente per arrivare in meno di 4 anni ad aprire un negozio, raggiungere il numero di 20 dipendenti e collezionare numerose collaborazioni con importanti marchi di moda italiani.

E ’interessante vedere alcune delle principali caratteristiche dei prodotti realizzati da Progetto Quid, come siano destinati al mercato [….]: Unicità, perché nessuna storia è uguale all’altra. Ciascun capo Quid è una creazione unica e fa parte di una collezione limitata di design Made in Italy; Etica: perché la bellezza, soprattutto quella che non si vede, può salvare il mondo. I capi Quid sono realizzati da donne con un passato di fragilità; Artigianalità: perché è dei dettagli che ci si innamora. I capi Quid sono realizzati interamente a mano e sono impreziositi da rifiniture artigianali; Eco-sostenibilità: perché la natura non è in vendita e le storie più belle sono quelle che finiscono bene per tutti.  [….] o all’interno del laboratorio Quid. [….]

È la stessa fondatrice e oggi presidente della cooperativa ad affermare che non è stato per nulla facile trovare aziende partner che scommettessero il loro futuro su giovani alla prima esperienza e donne in situazioni difficili. È stato fondamentale, secondo lei, avere quel Quid in più che fosse in grado di rovesciare la situazione, e poi, qualche molletta per tenerla ferma. Se poi le si chiede se tutto ciò sia costato e costi fatica, lei è pronta a rispondere che ci è voluto e ci vuole tantissimo impegno, chi entra nel progetto deve aver ben chiaro che si lavora per il cambiamento e che per Progetto Quid il cambiamento significa “vivere con i piedi per terra ma con lo sguardo fisso verso il cielo”.

Progetto Quid è nato nel bel mezzo della crisi economico-finanziaria che ancora oggi colpisce il sistema economico italiano e non solo. Ciononostante, dal momento che si ha una buona idea che è in grado di star in piedi sia dal punto di vista economico che da quello sociale, questa ci metterà forse un po’ a partire, ma prima o poi, a prescindere dalla crisi, partirà. Può essere difficile all’inizio, ma con una buona idea e tanta voglia di mettersi alla prova e di aggregare valore, qualcosa si può ancora fare. L’importante, secondo Anna Fiscale, è non abbattersi, ma trovare nella passione [….]l’entusiasmo per andare avanti.

Per quanto riguarda le aspettative future, i soci della Cooperativa Sociale Quid sono molto ottimisti in quanto si attendono una continua crescita dell’attività e dei suoi risultati. Mentre nel 2014 il numero di dipendenti era 17, i km di tessuti recuperati 30, le aziende con cui avevano instaurato una partnership 3 e il fatturato 290 mila euro, per i prossimi anni Progetto Quid spera di raggiungere i seguenti traguardi: – Per il 2015: riuscire ad assumere altre 3 persone, arrivando a 23 dipendenti, raggiungere i 60 km di tessuti recuperati, instaurare rapporti con altre tre aziende, raggiungendo la quota 6 di partnership e chiudere l’anno con un fatturato che superi i 500 mila euro; – Per il 2016: contare sulla collaborazione di 30 dipendenti, riuscire a recuperare 80 km di tessuti scartati dalle grandi aziende della moda Made in Italy, instaurare partnership con altre 3 aziende, arrivando a quota 9 e riuscire a realizzare un fatturato di 700 mila euro; – Entro il 2019: raddoppiare i risultati raggiunti nel 2015, quindi, arrivare a 46 dipendenti assunti, recuperare 120 km di tessuti, arrivare a 12 partnership e a 1 milione di euro di fatturato. Come si può vedere, sono risultati in continua crescita, certo, pur sempre modesti, ma in linea con gli obiettivi di business inclusivo del progetto.   La Presidente di Quid tiene a sottolineare che, nonostante le prospettive siano positive, non è loro intenzione diventare troppo grandi e con una produzione industriale, preferiscono piuttosto crescere meno, ma mantenere sempre il focus principale del progetto. Sebbene si tratti di un progetto sociale, è comunque redditizio, ed è giusto che sia così, dal momento in cui si realizza una piena cooperazione con il proprio contesto sociale, reinvestendo il proprio utile e valorizzando il proprio brand.

L’Innovazione Sociale nel contesto dell’Economia Circolare Progetto Quid ha dimostrato di essere un modo diverso di pensare al mondo della moda, esplorando nuove strade che coniugano perfettamente bellezza e creatività con l’impegno per il sociale e l’ambientale [….] nel pieno rispetto dei principi dell’economia circolare, [….].Tuttavia, la caratteristica principale e che fa di Quid un progetto speciale è l’aspetto sociale del suo modo di fare impresa. L’innovazione sociale ha permesso a Progetto Quid di creare valore per il territorio e di riuscire a stare sul mercato applicando la logica del business inclusivo, [….]. È possibile, inoltre, affermare che Progetto Quid è anche un esempio di frugal innovation, dal momento che, da sfridi di tessuti destinati al macero riesce a creare capi di abbigliamento e accessori alla moda, belli e in più realizzati da donne che hanno avuto un passato difficile, il che li rendi anche unici. Progetto Quid nato nel 2012 dall’unione delle passioni dei suoi fondatori, moda creativa e sensibilità sociale, è oggi diventato un riferimento in quanto in grado, così come una molletta, di tenere insieme aspetti sociali, ambientali e di mercato. La congiunzione dell’economia circolare con l’innovazione, sia sociale che frugale, ha permesso a Quid di diventare un progetto di successo. I fondatori e tutti i collaboratori si augurano che questo sia solo l’inizio di una lunga storia a venire e che molti traguardi possano ancora essere raggiunti.

 

[questo articolo è tratto dalla mia tesi di Laurea. E’ possibile leggere tutta la tesi cliccando qui]

Immagine presa dal sito http://progettoquid.it/

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L'Autore

Fernanda Silveira

Determinata e perfezionista per natura, amante del fai da te per scelta. Non lascio mai in sospeso nulla...se inizio qualcosa puoi esserne certo che la finisco (pur di non dormire la notte). Il mio motto??? Qualunque cosa devi fare o la fai fatta bene o fai a meno di farla!"



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