Lo sai che

Pubblicato il 6 marzo 2018 | by Gaja

0

Esiste solo il lato positivo?

Ultimamente, in seguito a delle inaspettate ed illuminanti letture estive, ho preso coscienza di una sensazione che ha sempre vissuto con latenza dentro di me.
Grazie a questi libri ho avuto il coraggio di buttarmi in una strada tortuosa e abbastanza impopolare e di pormi la domanda: “Ma tutta questa tecnologia di cui godiamo oggi è qualcosa che ci sta facendo del bene?”
Dal mio punto di vista non sempre.
Mi rendo conto dell’impopolarità della mia affermazione, suona quasi come un’eresia alle orecchie dei molti che si comportano come dei cavalieri protettori dell’innovazione che si dimenano a difesa di quest’ultima con tale passione e vemenza che sembra che sia stata proprio l’innovazione ad aver donato loro la vita, ad aver regalato loro la poesia di un tramonto o il calore dell’affetto di una famiglia.
Penso che non ci sia un unico modo per vedere le cose, il famoso rovescio della medaglia, dal mio puto di vista esiste e vale la pena porci attenzione.
Siamo dipendenti dalle tecnologie. L’aspetto negativo più preoccupante è il troppo tempo passato davanti a queste innovazioni digitali, quindi la dipendenza, che non è solamente quella dai social network, ma è anche quella derivata dai videogames e dai telefonini.
Tutto questo porta inevitabilmente ad un peggioramento, dal mio punto di vista, dei rapporti umani. Non ci si relaziona più come una volta. Le amicizie, nascono, crescono in modo diverso. Finiscono spesso con la stessa facilità con cui sono iniziate… con un click.
Mi preoccupa molto anche la consapevolezza che la tecnologia ci stia impigrendo. Non siamo più capaci di fare un conto a mente, di andare in un posto se non abbiamo il navigatore, non sia mai si debba chiedere ad uno sconosciuto le indicazioni, ci assolve da ogni fatica anche da quelle più banali quali l’interazione con altre persone. Non si leggono più libri, siamo ciò che postiamo sui social. Abbiamo facile accesso ad una quantità senza precedenti di informazioni. Tutto questo ci sta trasformando in pensatori occasionali e superficiali, mettendo in disordine le nostre capacità cognitive. Se volessi essere maliziosa e vederla da un punta di vista complottistico, direi che ci stiamo facendo lobotomizzare senza battere ciglio… tutto questo mi rende estremamente triste.
Anche il nostro lavoro è cambiato. La tecnologia ci “salverà” qualcuno avrà detto. Una tecnologia “sostenibile”, s’ intende. Scrive Enrico Manicardi: “Sostenibile per chi? Non certo per le migliaia di persone del terzo mondo che vengono costrette a lavorare 16/18 ore al giorno nelle miniere di silicio, coltan, bauxite, terre rare, ecc. La questione è molto semplice: per far funzionare un pannello solare, ad esempio, ci vuole (tra l’altro) il silicio, e per fare incetta di questo metalloide occorre estrarlo a forza dalla Terra; migliaia di uomini, donne, bambini ricattati dai meccanismi impietosi dell’economia vengono ancora oggi schiavizzati a questo scopo e la Terra viene martoriata da questi scavi e da queste estrazioni. Allora, mi chiedo: che tipo di mondo vogliamo con le nostre rivendicazioni ecologiste? Vogliamo un mondo in cui poche centinaia di migliaia di Occidentali possano far mostra del loro finto ambientalismo da réclame basato sulla presenza di innovazioni costruite sulla pelle di migliaia di poveri lavoratori e bambini schiavizzati? Se è questo il “nuovo” mondo che vogliamo, io non ci sto! Questo mondo “verde” è assolutamente identico a quello grigio in cui già vivo”.
Ma non serve vedere ciò che accade nel terzo mondo. E’ sufficiente vedere ciò che succede nel mondo in cui viviamo. Tutta questa tecnologia ha tolto posti di lavoro, sostituendo l’uomo con l’automazione di macchine ed ha peggiorato le condizioni del lavoratore. Basti pensare all’automazione delle casse al supermercato o ai caselli autostradali. E domani succederà al commercialista, al notaio, all’avvocato, al farmacista, all’ impiegato di banca. Il lavoro di oggi è un lavoro fatto di partite iva, contratti atipici e voucher. Che ne è stato della promessa che la tecnologia avrebbe liberato l’essere umano dal lavoro e dalla fatica e al tempo stesso gli avrebbe dato ricchezza?
Sono tanti gli aspetti positivi della tecnologia. Non si fa altro che elencarli e sottolinearne le lodi. Il mio scopo oggi è quello di guardare l’altra faccia della medaglia perché non esiste al mondo medaglia che non ne abbia due.

Condividi FacebooktwitterFacebooktwitter

Tags: , ,


L'Autore

Gaja

Anima canterina travestita da programmatrice informatica. Mi metto sempre in discussione e questo mi porta a voler superare i miei limiti, e le mie paure..non sempre ci riesco..anzi raramente...ma mi piace pensare di avere avuto il coraggio di provarci!



Back to Top ↑
  • Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On InstagramCheck Our Feed